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29/03/2007
Patrizio Dimitri

lo schema sottostante è illuminante.

Sono mostrati i dati relativi all‚area di Biologia degli ultimi 5 anni, che ho raccolto andando a curiosare sul sito del PRIN e leggendo la relazione dei garanti relativa a quegli anni. Le domande crescono ogni anno, in particolare dal 2005 al 2006 l'incremento è stato del 9-10% circa, mentre i soldi, guarda caso, diminuiscono (ad eccezione del 2004).
L'anno scorso si è toccato il fondo, 462 progetti presentati, solo il 20.8% dei quali sono stati finanziati con un budget di soli 10.172.000 di euro.
Il sottosegretario Modica ha detto che quest'anno i fondi complessivi dei PRIN (per tutte le aree) passeranno da 80 milioni di euro (del 2006) a 160 milioni.
 Prog
Anno totali finanziati budget
2002 308 109 (35.4%) 17.160.000
2003 330 113 (34.2%) 16.618.000
2004 340 124 (36.5%) 17.669.000
2005 432 140 (32.4%) 15.932.000
2006 462 96 (20.8%) 10.172.000
2007 ??? 18.000.000


29/03/2007
Patrizio Dimitri

Carissimi,
come ho già scritto, la complessa "macchina concorsuale" di Mussi nasce già con grossi difetti di fabbrica. E' un marchingegno scricchiolante che continua a favorire il localismo, un compromesso mal riuscito. Diamo per scontato che la commissione di Ateneo appoggerà a tutto spiano le scelte locali. Quindi, tutto il sistema si regge sui 7 valutatori "ciechi " (5 italiani+2 stranieri) che dovrebbero garantire il merito e sulla valutazione ex-post dei vincitori che sarà effettuata dall'Anvur, che premierà o penalizzerà l'Ateneo.
Ma chi garantisce che i "magnifici 7" valutatori saranno veramente competenti? Si parla poi di sceglierne alcuni per "macroaree", senza aver ancora dato una definizione chiara delle stesse. Per quanto riguarda la valutazione da parte dell'Anvur, credo funzionerà bene solo se l'agenzia agirà in piena autonomia da politica e accademia. Infatti, le procedure locali e nazionali di conferma già esistono, ma come sappiamo, sono una pura formalità.
Per quel che riguarda i PRIN, ho fatto circolare una tabella dove si vede che dal 2002 al 2006 il numero dei progetti è cresciuto, mentre i finanziamenti sono diminuiti. Domani pubblicherò la tabella, ma vi anticipo che per il 2007 si prevede per l'area di Biologia un budget di circa 18 milioni di euro (tolti 2 milioni riservati agli under 35), più o meno la stessa cifra del 2004, quando i progetti partecipanti erano stati 340. Considerate che nel 2006 il budget era di 10 milioni con un totale di 462 progetti presentati! Per il 2007, sommandondo un fisiologico 10%, ci attendiamo circa 500 progetti. Se si considera l'apertura ai ricercatori degli Enti pubblici, quanti progetti è lecito aspettarsi? 600? 700? 800? Anche se fossero 600, con un budget di 18 milioni di euro, saremmo messi molto male......
Sono favorevole all'apertura agli enti di ricerca, ma per farlo senza rischiare il collasso del sistema, come nell'anno passato, è necessario portare il budget ad almeno 25-30 milioni di euro.

Un saluto a tutti


28/03/2007
Giovanna Riccardi
   

Cari Colleghi,
Sono pienamente d'accordo con quanto scritto da Gianni Romeo, soprattutto per la parte riguardante i concorsi. Le nuove proposte sono pazzesche!
Se guardiamo alla storia, i concorsi nazionali rimangono ancora oggi la forma di reclutamento migliore. Bando nazionale e commissione nazionale: oltre ai commissari del gruppo scientifico disciplinare, potremmo chiedere la presenza di un referee esterno quale garante. In genere su scala nazionale, si presentano molti candidati e, di conseguenza, la commissione potrebbe richiedere un numero superiore di commissari. Più commissari, meno "inciuci". Il problema dei concorsi nazionali riguarda la dilatazione nel tempo. Se non ricordo male, tra la data del bando e la presa di servizio dei vincitori passano circa 6 anni. Bisogna escogitare un sistema che obblighi il Ministro a bandire concorsi nazionali ogni due anni. Tutti i Ministri dal 1980 hanno promesso questo, ma nessuno l'ha realizzato.
Infine, si potrebbe prevedere per ogni concorso una piccola percentuale di idonei.
cari Saluti

Giovanna Riccardi
Ordinario di Microbiologia BIO-19
Università di Pavia


28/03/2007
Gianni Romeo

Merito imposto per legge o premiato dalla competizione?

Caro Patrizio, cari colleghi,
vorrei brevemente commentare la lettera a Mussi e Modica preparata da Patrizio Dimitri, Giorgio Prantera, Laura Gardini, Angelo Peccerillo e Giovanna Riccardi che mi pare abbiano fatto un ottimo lavoro.
Sono d'accordo pienamente con quanto dice John Pulitzer sui bandi PRIN e in particolare:
1. è una follia aprire i bandi a tutti i borsisti (non credo che esista in alcun Paese)
2. la difficoltà nella scelta dei referee, che dovrebbero essere sopratutto stranieri come sottolineato da tutti al convegno di Bologna del 16 marzo scorso, sottolinea la necessità di un'Agenzia Nazionale per la valutazione ex-ante cioè per il peer-review , cosa che la costituenda ANVUR non farà (anche Modica ha detto a Bologna che questa Agenzia ex ante è necessaria ed è nel programma dell'Unione)
3. infine d'accordo con Pulitzer lascerei a tempi migliori e più maturi la battaglia per potenziare i finanziamenti preferenziali alla ricerca di base: cerchiamo di batterci innanzitutto per maggiori finanziamenti e per un sistema di peer-review decente. Se siamo capaci di far capire ai nostri concittadini che la ricerca serve al Paese, automaticamente dovrà essere premiata la ricerca di base, che è la più importante per innescare innovazione.

Nella lettera accennerei soltanto rapidamente alle questioni sopra elencate perchè penso che di anno in anno avremo modo di sperimentare ed influire sulla trasparenza dei bandi e delle procedure di valutazione. Questo avverrà solo se saremo uniti ed efficaci nelle nostre proposte.

Mi preoccupa invece molto di più quanto ho letto sulle linee guida sul RECLUTAMENTO E PROGRESSIONE CARRIERE DOCENTI .
Dopo aver letto e riflettuto sulle proposte linee guida mi viene spontanea una domanda un pò filosofica: siamo sicuri che il merito possa essere imposto per legge o non è più realistico fare in modo che esso venga premiato dalla competizione pura e semplice ?
Questa domanda mi è venuta naturale di fronte alla complessità (non vorrei dire macchinosità per non offendere gli estensori, probabilmente ministeriali) della proposta.
Avrete notato che per ogni concorso, bandito localmente per uno o comunque pochi posti, si prevede il giudizio di una commissione nazionale e internazionale (5+2 commissari) nella prima fase, di una commisione locale di reclutamento (5 membri in carica per 2-3 anni più 2 professori ordinari o associati nominati ad hoc per ogni concorso) nella seconda fase, per arrivare infine ad una short list da cui scegliere ulteriormente (dopo un seminario) i candidati finalisti, sentiti i Dipartimenti, ecc. e proclamare il vincitore. Ci rendiamo conto della mole di lavoro e di burocrazia implicata in tutti questi passaggi ? La proposta mostra molto bene le buone intenzioni degli estensori (che apparentemente credono che la premiazione del merito possa essere imposto da una legge) ma anche il punto debole del nostro sistema che riassumevo sopra con la domanda quasi filosofica: può essere il merito imposto per legge o non è più realistico fare in modo che esso venga premiato dalla competizione pura e semplice ? Ricordiamoci che la Svezia come molti altri Paesi usa, per chiamare un professore di 1a fascia, una procedura basata su due arbitri stranieri ed uno locale che si riuniscono due volte nella sede che bandisce il concorso, lavorano a distanza e poi decidono. Questo è un distillato dell'esperienza nordica in materia di competizione... Se in Italia abbiamo bisogno di un sistema così complesso come quello proposto per i ricercatori di 1° livello, cosa inventeremo per i livelli superiori ????
Come ricercatori abituati alla ricerca sperimentale noi pensiamo che sia necessario semplificare al massimo le norme (in modo equivalente, in un certo senso, con quanto noi facciamo con i nostri protocolli sperimentali) lasciando il massimo di spazio al premio della competizione vera, non truccata..... Quindi ci vanno benissimo le norme come quelle dell'ERC per i bandi per carriere di giovani ricercatori e come quelle preannunciate dal Sottosegretario Modica e contenute mi pare nell'emendamento del Senatore Marino all'ultima finanziaria che premiano le Università che scelgono i migliori giovani candidati ai posti di ricercatore. La nostra raccomandazione è una sola: valorizziamo il più poissibile questa seconda strada.

Infine una parola sugli strumenti che noi ricercatori abbiamo a disposizione per influire su queste scelte. Essi sono:
1. il dibattito organizzato sotto forma di forum aperto a tutti: d'accordo con Patrizio Dimitri io metto a disposizione sul sito di PROGEN (www.consorzioprogen.it) il forum che conterrà questo mio intervento. Credo che sia utile per tutti poter disporre di un Forum simile a quello che i nostri colleghi francesi crearono due anni fa quando lanciarono con molto successo il movimento "Sauvons la recherche".
2. i convegni regolari a scadenza di due-tre mesi, se possibile trasmessi via webcast come abbiamo fatto a Bologna il 16 marzo scorso in modo da poter fare partecipare a distanza quante più persone possibile (il webcast del 16 marzo trasformato in video-on-demand gratuito sarà disponibile sulo stesso sito fra 15 giorni)
3. l'unione di tutta la comunità scientifica su proposte semplici e comprensibili dai media, che catalizzino l'attenzione del pubblico (quindi dei politici) sui problemi della ricerca.

Aspetto perciò, cari colleghi, i vostri interventi sul forum del sito PROGEN (www.consorzioprogen.it) e mi auguro di poter d'ora in poi lavorare con efficienza assieme a Patrizio Dimitri ed a tutti voi per il futuro della ricerca in Italia (Rinascimento o MedioEvo?....)

A presto

gianni romeo
Presidente di PROGEN
Ordinario di Genetica Medica-Università di Bologna


15/03/2007
Giunio Luzzatto
   

Genova, 15.3.2007

Cari amici,
Ho sperato fino ad oggi di poter spostare un precedente impegno per essere presente domani a Bologna; non mi è stato possibile, e invio pertanto insieme all'augurio di ottimi lavori un sinteticissimo commento al "Decalogo" con il quale avete preparato l'incontro.
Il Decalogo è centrato sul tema della valutazione ex ante; condivido pienamente l'importanza essenziale di essa e la necessità di una alta qualificazione internazionale dei reviewers. Implicitamente, le osservazioni presenti in vari punti segnalano anche l'esigenza di correggere insufficienze nelle procedure adottate per i PRIN (e, soprattutto negli ultimi tempi, anche gravi errori), e concordo anche su questo.
Nel testo che presenta i dieci punti si insiste sulla maggior importanza della valutazione ex ante rispetto a quella ex post. Qui condivido meno: salomonicamente, credo che siano ugualmente importanti! Va sempre ricordato, infatti, che mentre ex ante è ragionevole valutare, e finanziare, solo i progetti "di punta", ex post va valutato l'intero andamento dell'attività di Università e Enti di ricerca.
Vengo ora al punto su cui devo invece esprimere un netto dissenso. Mi sembrerebbe totalmente inappropriato mescolare in una unica struttura la funzione di giudizio su progetti ai fini del relativo finanziamento e quella di valutazione: l'ANVUR giudica dopo, e deve essere "vergine" rispetto a quanto è stato deciso, prima, circa il finanziamento delle istituzioni valutate. Infatti, chi è stato, direttamente o tramite i propri esperti, responsabile dell'approvazione di un progetto di ricerca -spesso basato, giustamente, anche sulla positiva valutazione della personalità scientifica dei proponenti- smentirebbe se stesso se a consuntivo desse un giudizio negativo: non lo farà mai! Per evitare "conflitti di interessi" è anzi da prevedere che per le valutazioni post l'ANVUR non scelga mai esperti che siano stati coinvolti nei giudizi ante su progetti presenti nella istituzione valutata.
Beninteso, è positivo che le valutazioni ANVUR producano effetti sul finanziamento: le istituzioni valutate positivamente ricevano "premi". Ma ciò riguarda l'istituzione, non i singoli progetti di ricerca; l'effetto sarà anche un aumento del prestigio degli appartenenti all'istituzione, prestigio che potrà influenzare la loro credibilità in applications future. Ma questo è ben diverso dalla confusione tra i due aspetti.
Mentre sono molto fermo in questa convinzione, ritengo che sia del tutto positivo che si colga l'occasione del dibattito sull'ANVUR per affrontare anche tutti i problemi relativi alle responsabilità (da collocare altrove) e alle procedure per i finanziamenti; mi dispiace perciò molto non poter essere presente domani, e spero di ricevere prossime comunicazioni per future occasioni di approfondimenti.
Rinnovo gli auguri di buon lavoro e invio i migliori saluti

Giunio Luzzatto
Prof. Università di Genova
Presidente Nucleo di Valutazione Università di Bologna